9 Settembre 2026 pasaweb

Alternative ai siliconi: come ottenere texture leggere con un estere di origine naturale

L’anima di un olio naturale, il corpo di un estere tecnico.

Il compromesso che ogni formulatore conosce

C’è una tensione che accompagna qualsiasi brief “clean” o “silicone-free”: il consumatore chiede naturalità, ma non è disposto a rinunciare alla sensorialità a cui i siliconi lo hanno abituato. Scorrevolezza immediata, finish asciutto, zero effetto unto, quella scivolosità setosa che rende una crema piacevole già al primo tocco.

Gli oli botanici, da soli, faticano a reggere il confronto. Sono nutrienti, hanno una storia da raccontare in etichetta, ma tendono a essere viscosi, lenti ad assorbire e a lasciare un film percepibile. Chi ha provato a sostituire un ciclometicone con un olio vegetale sa esattamente di cosa stiamo parlando: la formula regge sulla carta, ma perde alla prova del panel sensoriale.

La via d’uscita non passa dal tornare all’olio nativo. Passa dal modificarlo.

Da olio a estere: cosa cambia a livello molecolare

JAJALE® Ethyl Macadamiate nasce da olio di macadamia spremuto a freddo, ottenuto da noci coltivate nelle foreste pluviali dell’Australia orientale. È una materia prima già di per sé selettiva: servono circa 6 kg di noci in guscio per ricavare 1 kg di olio.

Il passaggio decisivo avviene dopo. L’olio viene sottoposto a una transesterificazione biocatalitica di precisione, un processo enzimatico a controllo di reazione che scinde i trigliceridi originari e li ricompone in esteri a peso molecolare inferiore.

Il risultato è un ingrediente che conserva la matrice lipidica della macadamia — e quindi il suo potere emolliente — ma si comporta, sulla pelle, come un estere tecnico ad alte prestazioni.

I numeri che contano

Tre parametri raccontano la differenza meglio di qualsiasi aggettivo.

Viscosità: 35,58 contro 127,5 cP a 25 °C. Ethyl Macadamiate è 3,58 volte più fluido dell’olio di macadamia convenzionale. In formula significa una stesura immediata, senza quella resistenza iniziale che il consumatore percepisce come “pesantezza”.

Angolo di contatto statico: 45,75° contro 85,9°. Il dato misura quanto una goccia si distende sulla superficie cutanea invece di restare raccolta su sé stessa. Scendere sotto i 50° significa passare da un comportamento a goccia a un comportamento a film: maggiore spreadability, maggiore wetting, assorbimento più rapido.

Tensione superficiale: 19–22 mN/m. È il valore che colloca questo estere nella stessa fascia di performance sensoriale in cui operano i siliconi. Non un’approssimazione: la stessa area di lavoro.

Cosa fa dentro una formula

La leggerezza è il beneficio più immediato, ma non è l’unico. La bassa tensione superficiale e l’elevata bagnabilità hanno effetti a cascata su tutta l’architettura del prodotto.

Migliora la dispersione dei filtri solari. Nei sistemi con filtri fisici, una migliore bagnatura delle particelle si traduce in un film più uniforme e in una stesura meno faticosa, il punto debole storico delle formule minerali.

Riduce la lucidità delle creme. L’assorbimento rapido e il finish asciutto abbattono l’effetto shine tipico delle emulsioni ricche, un vantaggio concreto su pelli miste e grasse e sotto il make-up.

Alleggerisce gli oli botanici più corposi. Usato come co-solvente, permette di mantenere in formula percentuali significative di oli pregiati e viscosi senza pagarne il prezzo sensoriale.

Aumenta la persistenza della fragranza. Il film sottile e uniforme che si crea sulla pelle funziona da supporto per le note olfattive, prolungandone la percezione.

Crea un film più traspirante. A differenza degli emollienti occlusivi, non genera una barriera percepibile: la pelle resta libera, e questo apre l’ingrediente anche alle formule pensate per pelli reattive.

A questo si aggiunge un profilo di compatibilità favorevole: delicato sulla pelle, non comedogenico, biodegradabile e di origine naturale — quattro requisiti che oggi arrivano nei brief molto prima delle specifiche tecniche.

Un estere, cinque categorie

La versatilità è forse l’argomento più solido dal punto di vista industriale, perché riduce il numero di referenze a magazzino.

  • Skincare — oli viso, creme a base oleosa, lozioni ed emulsioni leggere
  • Solari — texture rinfrescanti e formule minerali ad alta stendibilità
  • Make-up — primer, basi viso, prodotti labbra e occhi
  • Hair care — balsami, maschere, trattamenti leave-in senza effetto appesantito
  • Fragrance — supporto per alcolici e formule oleose

Il punto

Formulare silicone-free ha smesso da tempo di essere una nicchia militante: è una richiesta di mercato che arriva dai retailer, dalle piattaforme di rating degli ingredienti e, sempre più spesso, direttamente dal brief del cliente. Il vero ostacolo non è mai stato ideologico, ma tecnico: trovare qualcosa che desse la stessa sensazione.

Gli esteri di origine naturale di nuova generazione stanno chiudendo quella distanza. Ethyl Macadamiate è un buon esempio di cosa significa in pratica: la biocompatibilità di una materia prima vegetale, la prevedibilità di un ingrediente tecnico.


Vuoi valutarlo in formula? Trovi tutte le specifiche tecniche, i dati comparativi e le indicazioni applicative nella scheda prodotto di JAJALE® Ethyl Macadamiate. I nostri specialisti sono disponibili per campionature e supporto tecnico.